Il Derby d’Apulia, storia di una sfida fuori dall’ordinario

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I derby, si sa, sono partite speciali e fuori dal comune, quei match che attendi per settimane, il cui sol pensiero di poterli vivere in prima persona dona una carica fuori dal normale, come quella che solo un vero tifoso può vivere.

Negli ultimi anni in Puglia le gerarchie sono molto cambiate: Foggia e Taranto, costrette per decenni alle serie inferiori, hanno fatto si che assieme al Bari si imponesse a livello nazionale un’altra pugliese, i giallorossi del Lecce che si sono presi spesso la scena sia in cadetteria che in Serie A. Nonostante le ultime sfide, alcune anche molto controverse, per i più romantici i veri derby rimangono quelli con i tarantini ed i foggiani che, ultimamente, sono tornati a giocarsi le proprie carte grazie ad una breve apparizione in Serie B.

Ma cosa può regalare un derby ai tifosi?

Per capirlo basta chiedere a chi, due anni fa, era presente al San Nicola quando una sgaloppata sulla fascia di Floro Flores, imbeccata magnificamente dal Maestro Ciccio Brienza, ha permesso a Christian Galano di segnare il gol della vittoria a pochi secondi dalla fine.
Sì, proprio Galano, il più atteso della sfida che ha regalato ai tifosi uno di quei gol che rimane impresso nella mente, uno di quelli considerati più “goduriosi”, un gol all’ultimo secondo, in un derby atteso da anni, segnato da colui che nella squadra avversaria ha mosso i primi passi da calciatore essendo nato proprio a Foggia.
Quella rete, in un momento storico in cui il Bari pensava per davvero di poter ambire ai sogni di promozione, aveva permesso ai biancorossi di prendersi la testa della classifica con una vittoria dal sapore molto più dolce dell’ordinario: sarà perché si era creata una pressione mediatica enorme sul match (con i due sponsor che avevano addirittura anticipato il derby sui social), sarà perché, addirittura, i baresi avevano deciso di “affiancarsi” alla lotta dei foggiani a cui inizialmente era stato impedito di assistere alla partita (cosa che accadrà anche al ritorno, salvo il menefreghismo dei tifosi di casa), sarà semplicemente perché era tornato il derby.

Le storie delle due squadre si sono poi tristemente intrecciate: entrambe fallite, entrambe ripartite dalla Serie D ed ora entrambe pronte ad incontrarsi oggi pomeriggio in Serie C, categoria in cui la sfida si è giocata solo quattro volte con due vittorie a testa e che lascia poco spazio ad interpretazioni.
Il “Derby d’Apulia” si è svolto prevalentemente in cadetteria e tutti abbiamo ancora negli occhi e nella mente (persino io che ero da pochi mesi nato) quella sguaiata esultanza di un giovanissimo Nicola Ventola che, con un suo gol, ha praticamente regalato al Bari la promozione in A del ’97 nel derby giocato allo Zaccheria. Su quella partita si potrebbe scrivere un libro, a partire  dall’esodo dei tifosi biancorossi (che non a caso ho scelto come immagine di “copertina” per questa rubrica), alle polemiche pre e post partita dopo una decisione che ha scritto una pagina indelebile del calcio internazionale (e, da ex arbitro, mi assumo tutte le responsabilità di questa frase).

Al 5′ del secondo tempo infatti, il portiere del Bari Fontana fu colpito da una bottiglietta proveniente dalla curva rossonera, curva che l’aveva preso di mira fin dai primissimi secondi della ripresa. L’arbitro Collina, che fu designato con lo status di arbitro internazionale (quell’anno vinse il suo primo “Oscar del Calcio“), constatando l’impossibilità di placare gli animi decise di invertire il campo.
Riguardando le immagini verrebbe da dire “calcio di altri tempi“: un portiere che, nonostante colpito (ed una bottiglietta a quelle velocità può fare davvero male), dopo 4 secondi si rialza inveendo contro la curva ospite senza fare troppe manfrine, un arbitro che decide, di sua spontanea volontà, di prendere una decisione che non poteva essere presa e due squadre che, senza batter ciglio, decidono di continuare a giocare, senza polemica, per darsi battaglia sul campo.
Bellissima, infatti, è la scena immortalata dalle telecamere in cui un sorpreso Franco Mancini (cui sono stati dedicati gli ultimi due derby) sembra chiedere a Collina “Ma è sicuro?!?”, mostrando tutto il suo stupore per una casistica mai vista fino ad allora.

L’arbitro Collina mentre indica l’inversione di campo

In seguito a questa decisione si alzò un polverone incredibile: in un articolo della Gazzetta dello Sport, l’allora direttore Candido Cannavò si scagliò duramente contro l’arbitro internazionale, incolpandolo di aver “inventato un nuovo articolo del regolamento laddove ne esiste già uno per il caso specifico“.
Il Giudice Sportivo, alla fine, convalidò comunque la gara ed il risultato finale, indicando che non vi fossero i presupposti per il prosieguo della gara in formula “pro-forma”: la decisione di Collina era contemplata dal Regolamento.
Lo stesso arbitro bolognese, qualche anno dopo, raccontò il “fattaccio” dal suo punto di vista: C’era un fitto lancio di oggetti dalle curve, e dopo il cambio di campo era impossibile proseguire per il comportamento del pubblico quando i portieri erano sotto le curve avversarie; così l’unico modo per proseguire e completare il match senza andare contro le regole è stato quello di invertire nuovamente i campi e completare in questo modo la partita”.

L’assurda decisione fu comunque presa a cuor leggero dalla società barese che decise di non procedere al ricorso (sebbene vi fossero tutte le motivazioni per poterlo vincere) in quanto, la domenica successiva, sarebbe bastata una vittoria in, casa contro il già salvo Castel di Sangro, per conquistare la promozione in Serie A sul campo, cosa che poi effettivamente accadde.

Squadra Partite Punti Posizione Esito
BARI 38 62 PROMOSSA
Foggia 38 46 11° Salvo

 

Ma Foggia non fu terra propizia per la promozione solo nel 1997.
L’ultimo derby di Serie C, svoltosi nel 1984, fu conquistato ancora una volta dai biancorossi che sbancarono uno Zaccheria infuocato con un gol di Onofrio Loseto, gol che consentì al Bari di effettuare un ulteriore slancio in classifica. A fine stagione i biancorossi arriveranno primi, davanti agli altri cugini tarantini, conquistando la promozione in serie cadetta.

Bari 1953-54

Le partite storiche per eccellenza, però, si svolsero più di 60 anni fa quando in Serie D le due compagini si scontrarono negli spareggi promozione per la terza serie italiana del 1954. Ai tempi, infatti, il primo posto nel girone non permetteva di salire subito in Serie C ma dava vita ad un altro mini torneo dove 4 capoliste (in questo caso quelle dei gironi E,F,G e H) si contendevano gli ultimi due posti disponibili per la promozione. Fu così che Bari e Foggia, capoliste dei gironi G ed H, si ritrovarono a contendersi la promozione assieme a Colleferro e Prato.

All’esordio del mini-girone fu subito Derby: nonostante le due squadre arrivassero entrambe in un ottimo stato di forma, nelle due gare non ci fu storia
In un Della Vittoria gremito in ogni suo posto, nonostante il lieve aumento dei prezzi dato dall’importanza del match, un gran gol di Maccagni, seguito da quelli di Maestrelli e Cittarelli, gelarono i quasi 5 mila foggiani accorsi a Bari per vedere la propria squadra perdere con un sonoro 3-0 che mise fin da subito in chiaro le gerarchie di quegli spareggi.
Il bello però doveva ancora arrivare.

Un'istantanea di Grani, applaudito dai Foggiani
Un’istantanea di Grani, applaudito persino dai tifosi Foggiani

Alla partita di ritorno il Bari si presentava decimato: l’ultimo match, quello contro il Prato, la squadra biancorossa si ritrovò a concluderlo addirittura in 8 in quanto proprio Maestrelli, Cittarelli e Maccagni dovettero dare forfait per infortunio (ai tempi non esistevano ancora le sostituzioni), cosa che impedì loro di giocare anche la partita di ritorno a Foggia.
Nonostante le circostanze poco favorevoli, uno Zaccheria infuocato fu subito zittito dal gol di Aldo Santoni al secondo minuto di gioco, che apri le danze ad una partita memorabile. La gara, totalmente dominata dai biancorossi, finirà con un trionfale 2-5 per il Bari con Santoni che che mise a segno addirittura una tripletta ed il centromediano Elio Grani applaudito anche dai tifosi di casa dopo una partita sontuosa. Quel match mise fine ai sogni di gloria dei rossoneri mentre lanciò il Bari in cima alla classifica.

Squadra Partite Vittorie Pareggi Sconfitte Gol Fatti Gol Subiti PUNTI
Prato 6 4 0 2 9 3 8
Colleferro 6 3 2 1 10 5 8
Bari 6 3 2 1 12 8 8
Foggia 6 0 0 6 2 17 0

I match con i foggiani si rivelarono, paradossalmente, quelli più facili per i biancorossi. Il girone si concluse con Prato, Bari e Colleferro incredibilmente appaiate tutte ad ad 8 punti, una situazione insolita che diede vita ad un altro giro di spareggi da cui il Bari, dopo partite thriller, sofferte ed agguantate all’ultimo secondo, uscì vittorioso conquistando l’agognata promozione in Serie C.

In 21 partite i biancorossi hanno sbancato Foggia solo 3 volte, tutte però determinanti in ottica promozione.
Che anche quest’anno Foggia sia terra propizia? Parola al campo.