Quando Miccoli fece sorridere il Bari e piangere… la Ternana

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E’ il 02 Giungo 2002 e mentre l’Italia calcistica intera si accinge a vivere i controversi Mondiali del Sol Levante, disputati tra il Giappone e la Corea del Sud, sul prato del San Nicola l’atmosfera è calda.
Il Bari che si è salvato da qualche settimana e non è riuscito ad accodarsi al treno promozione (in quegli anni non c’erano i Play Off) ha appena condannato una squadra bisognosa dei tre punti, la Ternana di una nostra vecchia conoscenza, “Maciste” Bruno Bolchi, alla retrocessione in Serie C1 con un rocambolesco 2-1 che darà vita a mille polemiche. Ma facciamo un passo indietro.

Quel Bari era una squadra controversa, una squadra che vedeva in rosa giocatori come Neqrouz, Palmieri e Spinesi ma, allo stesso tempo, che aveva lanciato calciatori del calibro di Markic, Pizzinat e “L’uomo dal tiro che uccide” Raphael Ndukwe Chukwu. I risultati furono abbastanza plateali: record negativo di presenze al San Nicola nella gara interna contro il Cittadella e sesto posto conquistato in un campionato in cui, fino alla terz’ultima giornata, dalla quart’ultima all’ottava casella della classifica tutte le squadre erano in lotta per la salvezza. 

Una delle squadre più immischiate nella lotta salvezza era la Ternana, squadra giovane con qualche giocatore di qualità che, dopo aver vinto a Reggio Calabria una settimana prima, si ritrovava quintultima un punto di vantaggio su tre inseguitrici, tutte appaiate al quartultimo posto con 44 punti: Cosenza, Siena e Messina.
La partita del San Nicola contro un Bari già salvo, quindi, sembrava una mera formalità, tanto da portare ben 300 tifosi umbri al San Nicola per festeggiare insieme alla squadra la permanenza in Serie B, ma non andò esattamente così.
Quasi venti anni prima, questa volta in Umbria, si assistette ad una vera e propria sceneggiata figlia di un risultato già concordato a tavolino che, però, a causa di un rigore inventato e di una palombella modificata dal vento, fu messo a repentaglio per ben due volte: Ternana-Bari 2-2 del 1982 (questa volta in Serie C) che Michele Salomone ha deciso di raccontare in questo post di qualche anno fa su Facebook.

La Partita

Le due squadre si presentarono al San Nicola in perfetta forma: Perotti schierò forse la formazione migliore possibile concedendo una passerella dal primo minuto per Palmieri, che qualche settimana dopo si sposerà, affiancandolo a Spinesi in cerca del quindicesimo gol in campionato, mentre Bolchi deve fare a meno solo di Fabrizio Miccoli tenuto precauzionalmente in panchina per un infortunio alla spalla, ma riuscì comunque a schierare in attacco una coppia di tutto rispetto formata da Adeshina e Bucchi con Calaiò e lo stesso salentino pronti a subentrare a partita iniziata. In un San Nicola deserto, l’arbitro De Santis alle 15.00 in punto fischia l’inizio delle ostilità.

Nonostante la delicatezza di una gara “già scritta”, le premesse non furono mantenute: l’incredibile epilogo della Serie A conclusasi nel famoso “5 Maggio” non fu da lezione per la Ternana che si presentò sul prato del San Nicola con la pretesa di vincere la partita con il minimo sforzo: lunga, sfilacciata e senza ardore non riuscì mai a farsi viva dalle parti di Battistini la cui area rimase terra inesplorata per gran parte della partita, frutto anche di una fase difensiva solida ma soprattutto della pochezza degli avversari.

L’emblema della gara fu proprio l’azione che sbloccò la partita: un cross di Palmieri trova un solissimo D’Agostino che non può far altro che passarla ad un implacabile Spinesi, al suo 15 gol in campionato, un’azione finalizzata in 2 attaccanti contro 7 (SETTE) difensori rossoverdi rimasti quasi immobili di fronte all’azione biancorossa. 1-0 palla al centro con le Fere a terra disperate ed infuriate.
Sugli spalti la situazione è paradossale: per questa gara i tifosi di casa non avevano risposto presente ed un San Nicola deserto risultata “vivo” solo grazie ai 300 ternani che nonostante lo svantaggio, continuano a sostenere la propria squadra che però al 45′, sotto quasi 40 gradi, del primo tempo decise di suicidarsi.

Su un lancio lungo verso Palmieri, infatti, il portiere Marcon con un’avventata uscita tocca il pallone con le mani fuori dall’area, venendo espulso. Bolchi, che aveva già effettuato due sostituzioni nel primo tempo, spreca l’ultimo cambio inserendo il secondo portiere Scalabrelli che, sulla successiva punizione di Mazzarelli, combina un pasticcio regalando al Bari il gol del 2-0. 

Il rigore di Miccoli parato da Battistini

Giustamente demoralizzati dal 2-0 e dalle consecutive vittorie delle avversarie che, minuto dopo minuto, si materializzano sul tabellone luminoso del San Nicola, la speranza che la partita potesse prendere un’altra piega venne spazzata via da un incubo che divenne realtà al terzo minuto del secondo tempo.
Il protagonista indiretto di questa storia, Fabrizio Miccoli, entrato subito dopo il gol di Spinesi nel primo tempo, è il rigorista scelto della Ternana. 
Fino a quel momento il leccese aveva segnato ben 15 gol, mettendo a referto altrettanti assist, numeri impressionanti per un 21enne ormai in orbita di qualche grande squadre (per lui arriverà infatti la Juventus), ma evidentemente non era ancora pronto per mettersi sulle spalle il destino di una squadra in un finale di stagione così importante.

Il calciatore salentino, così come succederà molti anni dopo davanti a Padelli con un inguardabile cucchiaio, si fece ipnotizzare da Battistini calciando un rigore brutto, a mezz’altezza colmo di paura, gettando alle ortiche la prima (e unica) occasione di riaprire la partita. Da quel momento in poi, come solo il calcio italiano riesce ad insegnare, si finì di giocare a pallone per iniziare una vera e propria sceneggiata.

La Ternana, che pensava di passeggiare sul prato del San Nicola, non riuscì assolutamente a rendersi pericolosa e con il passare dei minuti diventò sempre più nervosa, dando vita ad una caccia all’uomo che cominciò persino dalle panchine. Bolchi ed il suo staff, infatti, cominciarono ad inveire verso la panchina barese mentre sul campo Kharja, Brevi e D’Aversa davano il meglio di loro per “vendicare” una partita che non sarebbe dovuta finire così.
A rendere meno amaro il risultato fu un altro rigore, questa volta trasformato da Adeshina, che sancì il finale 2-1 per i biancorossi e, soprattutto, la retrocessione “sul campo” delle Fere. Sul campo, sì, perché a causa del fallimento della Fiorentina, la Ternana fu ripescata e due anni dopo addirittura sfiorò la storica promozione in Serie A trascinati dal bomber Zampagna.

Quella partita del 2002 sancì così la nascita della rivalità tra le Fere ed i Galletti, rivalità che in Umbria sentono particolarmente e che i tifosi probabilmente non dimenticheranno mai.

 

CURIOSITA’

  • Bolchi commentò così la sconfitta: “Proprio non ci spiegavamo perché il Bari avesse messo tanto ardore in quella partita”;
  • In quella partita esordì un giovane Armenise nelle fila dei biancorossi;
  • Il rigore sbagliato da Miccoli fu l’ultimo “regalo” da parte sue per le Fere prima di trasferirsi agli acerrimi rivali del Perugia, squadra in cui esplose definitivamente prima del trasferimento alla Juventus.